Un'indagine complessa e delicata, condotta dai carabinieri del comando provinciale di Napoli, porta alla luce una galassia di aborti illegali. Si indaga su medici obiettori dalla "doppia morale". Dichiaratamente antiabortisti all'interno delle...
NAPOLI — Violata la legge 194. Ripetutamente. Perché gli aborti clandestini a Napoli esistono ancora. Ad aprire uno scenario allarmante sull'illegalità delle interruzioni di gravidanza è l'indagine della Procura della Repubblica, partita qualche settimana fa dalla denuncia di un ginecologo alla caserma Pastrengo, su alcuni studi privati partenopei, che praticherebbero l'aborto clandestino al prezzo di duemila euro. Quattro centri privati sotto accusa e una decina di medici indagati. Perquisizioni a tappeto nelle abitazioni dei ginecologi sotto accusa. I carabinieri stanno eseguendo in questi giorni anche accertamenti su tre ospedali pubblici, in cui non si eseguono aborti, che avrebbero in qualche modo favorito il ricorso all'illegalità. Al di là dell'indagine un dato è certo: a Napoli le liste d'attesa nelle strutture pubbliche è molto più alta rispetto alle altre regioni. Al nuovo Policlinico ieri si registravano prenotazioni fino al 13 giugno. Ciò significa che le liste arrivano anche ad oltre trenta giorni. E le donne, spesso, per non aspettare troppo tempo, decidono di rivolgersi ai centri privati, andando contro la legge. «Le strutture che ci sono non bastano — spiega Carmine Nappi, direttore della clinica ostetrica dell'ospedale della Federico II — per le donne, la ricerca di un posto per l'interruzione di gravidanza diventa sempre più difficile. E' necessaria una centralizzazione delle prenotazioni a livello regionale ».... Per leggere il continuo fare click qui (Origine Corriere della Sera)
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